sabato 4 aprile 2020

Racconti di quarantena 7




Siamo a casa da un mese. Stiamo vivendo un’emergenza sanitaria che passerà alla storia, una pandemia senza precedenti, un periodo che non dimenticheremo facilmente. Purtroppo però tanti italiani non hanno capito che devono restare in casa, c’è ancora troppa gente incosciente e menefreghista in giro, così non ne usciremo più! Per non parlare del fatto che si fanno troppo pochi tamponi, neanche a chi accusa sintomi o ai familiari conviventi.


Mi fa strano usare la mia Nikon coolpix B700 solo per fotografare e inviare i compiti dei bambini sul registro elettronico invece che per paesaggi e monumenti, chissà quando potremo riprendere a girare e viaggiare liberamente...

Fortunatamente, a parte un po' di fisiologico nervosismo e senso di straniamento per questa situazione difficile, i miei figli continuano ad essere sereni e allegri, mi prendo un po' di merito perchè riesco a tranquillizzarli e a fargli vivere una parvenza di normalità. Loro poi amano molto stare in casa (hanno la playstation, gli scacchi, vari giochi da tavolo) e con la possibilità di giocare un'oretta in cortile, non stanno soffrendo più di tanto la quarantena. Manca giusto la compagnia degli amichetti.

Sono io piuttosto stanca, non tanto della routine quotidiana fatta di video lezioni, compiti, cucina (anche se non si trova più la farina per fare dolci e pizza... non so come fare!) e faccende domestiche ma anche momenti per me come lettura e scrittura (che mi sta aiutando tanto), quanto per il non sapere quanto ancora questa situazione si protrarrà. A lungo andare questa incertezza diventa davvero stressante. Per non parlare della paura del contagio, che nonostante le mille precauzioni quando si va a fare la spesa e la reclusione in casa, rimane comunque presente.

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